Gita a Bolsena

Lago di Bolsena

Rieccoci tornati a noi. Spero abbiate passato una Pasqua serena e con le persone che amate.

Quest’anno le nostre vacanze pasquali si sono svolte nell’alto Lazio, per la precisione a Bolsena. La località non ci era nuova, l’avevamo visitata anni fa, prima della nascita di Matilde; anche allora ci era piaciuta parecchio ed è per questo che abbiamo deciso di tornarci, per mostrarla alla streghetta.

Siamo partiti venerdì nel primo pomeriggio, dopo il mio rientro dal lavoro ed un pranzo veloce. Purtroppo si sa, nei giorni vicini alle festività il traffico è sempre intenso ed infatti abbiamo perso circa un’ora tra colonne e rallentamenti vari. Siamo arrivati all’uscita autostradale di Orvieto che il sole era già tramontato, il navigatore faceva le bizze e le strade erano completamente al buio. Non si vedeva niente, non sapevamo dove stavamo andando, stavamo facendo dei tornanti, quindi salivamo in montagna, ma, non dovevamo andare sul lago di Bolsena? Dopo l’ennesima curva a gomito finalmente è iniziata la discesa, a diversi crocevia avevamo visto le indicazioni per Bolsena che portavano da tutt’altra parte di dove ci stavamo dirigendo noi. Avevamo inserito le coordinate dell’agricampeggio, trovato per fortuna, quando con una telefonata (in via precauzionale) avevamo scoperto che l’area sosta era al completo già dal giovedì sera, il navigatore non poteva essere impazzito.

Alla fine siamo arrivati, l’agricampeggio era situato un po’ fuori, ma un sentiero che costeggiava il lago ci portava in centro con una passeggiata di una ventina di minuti.

Ci siamo sistemati per la notte, le piazzole per i camper sono davvero grandi, ombreggiate molto bene in estate e l’area offre elettricità, bagni, docce calde, oltre che servizio di scarico per i camper; ceniamo mentre ci guardiamo un vecchio film con Alberto Sordi “I due gondolieri (Venezia la luna e tu)”, poi tutti a nanna.

Il sabato si preannuncia fantastico, cielo azzurro sgombro da nubi e una temperatura mite che invoglia ad abbandonare felpe e maglioni; con molta calma ci incamminiamo verso la città, c’è un grande silenzio sul sentiero, in riva al lago troviamo un camper che ha pernottato lì, bellissimo panorama per il risveglio. Arriviamo alla via che dal lungolago porta al centro storico di Bolsena, un lungo viale costeggiato da piante secolari, con tronchi giganteschi. Un mercatino dell’artigianato ci da il benvenuto in città, cominciamo a fare compere, Matilde ha visto un braccialettino che le piace e ha deciso di spendere i suoi soldini per il souvenir in bigiotteria. Proseguiamo verso l’interno e prendiamo la salita verso il castello, l’orario di visita è continuato, decidiamo così di passarci dopo pranzo, scendiamo di nuovo e di trattoria in trattoria, ci fermiamo a guardare i menù proposti, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, poi Matilde attira la nostra attenzione su una libreria/ osteria “La libr’osteria” appunto, qui si può mangiare e per ingannare l’attesa si può sfogliare, leggere uno dei numerosi libri esposti nella sala da pranzo: quelli all’ingresso invece sono in vendita.

libr'osteria

Ci accomodiamo e una signora molto gentile ci porta il menù: una lavagna con scritti i piatti del giorno, antipasti, primi, secondi, contorni, dolci… decidiamo così di ordinare due taglieri di salumi e formaggi tipici e io non ho resistito al richiamo dei broccoletti con la salsiccia, squisiti! Per non parlare poi del dolce una soffice mousse al cioccolato per Matilde ed una fetta di pastiera napoletana per noi (metà per uno).

Il tempo è volato, alle tre passate ci dirigiamo verso il castello, il biglietto d’ingresso ci da la possibilità di visitare il museo archeologico di Bolsena, il castello stesso con i camminamenti di ronda e l’acquario, che non offre pesci rari o tropicali da ammirare, ma pesci d’acqua dolce, la fauna ittica del Lago di Bolsena, quindi carpe, pesci gatto, lucci e girini, rane e tritoni. Bella idea un acquario così!

Finita la visita torniamo verso il lungolago, una breve sosta ai chioschetti per una bibita e poi prendiamo la direzione dell’agricampeggio, una foto al sole che sta tramontando sul lago e poi via di buon passo, ritorniamo al sentiero tra i canneti.

Tramonto

L’area si è riempita di camper, resta comunque tutto molto tranquillo; una doccia veloce e poi a cena! Camminare mette appetito e noi oggi abbiamo fatto più di dodicimila passi. Abbiamo una fame da lupi!

Domenica di Pasqua, la mattinata è serena, anche se non limpida come sabato, ci concediamo un aperitivo in piazza, seduti al sole con l’illusione di abbronzarci in pochi istanti; abbiamo prenotato per il pranzo all’Osteria del contadino, vicino alla fontana di San Rocco, è l’unico locale che non propone un menù fisso per oggi, non che i menù fissi non siano buoni, ma il fatto di non avere possibilità di scelta mi urta un po’, ho un caratteraccio, lo so.

All’una siamo accomodati a tavola, antipasto di salumi, ombrichelli cacio e pepe, grigliata di maiale e agnello scottadito con contorno di patate fritte (non precotte) e fagioli del purgatorio, che io pensavo piccantissimi, in realtà molto delicati; per dolce ci siamo lasciati tentare dalla panna cotta con pere e grappa e con mele e cannella.

Dopo pranzo ci attendono la Basilica di Santa Cristina e il miracolo dell’Eucarestia.

Il tempo sta cambiando, comincia ad annuvolarsi, in effetti le previsioni del tempo davano pioggia in serata e a quanto pare non sbagliavano; passiamo di volata nella norcineria vista in una piazzetta a comprare un po’ di salumi da portare a casa con noi e ci dirigiamo al sentiero che ci ricondurrà al nostro camper, è ancora presto, ci sediamo fuori a sorseggiare una birra nel più totale relax. Non sembrerebbe, ma anche oggi i nostri passi sono stati più di dodicimilasettecento.

Cena veloce guardando la tv, ultima sera di vacanza, domani si torna a casa. L’idea è di partire presto per evitare il caos del rientro. Non abbiamo fatto tutte le tappe che ci eravamo proposti, il Parco dei mostri, Civita la città che muore ma ci siamo fermati qui, anche papà si è rilassato, per tutto il resto c’è tempo, si faranno altre gite.

Lunedì, mattinata grigia, la notte come previsto ha piovuto, si riordina il camper e si parte, sono quasi le dieci, speriamo non ci sia molto traffico; anche questa festa se n’è andata e la nostra stagione camperistica è iniziata, non resta che programmare le prossime uscite.

Alla prossima

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